La Storia

MACINAZIONE, SI TORNA ALL'ANTICO

” In 70 anni non abbiamo mai cambiato idea….solo qualche dettaglio! E’ questa la sintesi del messaggio – a dire il vero un po’ malizioso e provocatorio – con cui la storica azienda Partisani di Forlì accompagna i suoi (singolarissimi) prodotti. il riferimento agli anni, del resto, quando si parla di mulini, è una cifra che fa la differenza. “Fino all’immediato dopoguerra – spiega Ernesto Partisani che, insieme al geniale padre Aldo, i figli ed un nipote, compone la più solida dinastia di costruttori di molini d’Italia – i tradizionale molini a macine hanno subito una trasformazione radicale. E che rivoluzione sarà mai….? Si domanderanno quelli come noi che la farina la vedono solo sui banchi del supermercato. In verità si tratta di un passo epocale, che ha inciso in maniera formidabile sull’alimentazione del nostro mondo super tecnologizzato.

” I molini a cilindri – spiega pazientemente Ernesto Partisani ( chissà quante volte lo avrà fatto nei suoi iperattivi 88 anni di vita di cui buona parte vissuti all’interno della sua azienda…) – producono una farina raffinata che non conserva più tutti i sali minerali e le fibre contenute nel chicco e che, per contatto con il metallo dei cilindri, ha perduto la sua componente di vitamina E.” ” Quello che resta – aggiunge con un pizzico di ironia – è una polvere bianca composta prevalentemente di amido. I molini a macine in pietra, invece, sottopongono il chicco ad un solo passaggio e lasciano inalterate le sue più importanti qualità nutritive.” Sembra poca cosa, senonchè, come dice Partisani, spesso ” si finisce per comperare il pane bianco dal fornaio e poi la crusca in farmacia” poichè quella “polvere bianca” con cui si fanno pani dorati e dolci ben lievitati è ben più indigesta ed assai meno nutriente di una farina integrale. Ma attenzione : ben poche delle farine cosidette integrali lo sono realmente. Spesso sono farine bianche addizionate con quegli stessi componenti che vengono scartati in fase di molitura o raffinazione. Come garantirsi una farina realmente integrale? Ecco che entrano in scena le produzioni dei Partisani. L’azienda, infatti, produce una gamma molto diversificata di molini ( piccoli, medi o medio-grandi da 50 a 1000 kilogrammi/ ora di farina prodotta). Molini che sono in grado di macinare qualunque tipo di cereale, oltre ai ceci , alle castagne ed anche all’amaranto. una specie di miglio dal chicco piccolissimo la cui farina è utilizzata anche per contrastare i disturbi della menopausa. Solo la soia non si può macinare a pietra a causa della sua oleosità.

I molini e gli impianti targati Partisani sono tutti progettati all’interno dell’azienda e vengono assemblati e collaudati nelle officine di Vecchiazzano. La consapevolezza del peso che l’alimentazione riveste per la salute e la qualità della vita ha stimolato un grande interesse verso questi prodotti che, tra l’altro, nelle piccole dimensioni, hanno costi molto contenuti. Almeno il 70% della produzione va all’estero, anche in paesi molto lontani e diversi tra loro come Brasile, Zambia, Emirati Arabi, Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti , Sud Africa. Un paese, quest’ultimo. dove Partisani è di casa e che frequenta fin dagli anni ’80. Ernesto Partisani, proprio come il padre Aldo, ” l’Archimede dei molini “, depositario di svariati brevetti ed esportatore di macchie geniali in tutti i continenti, discende da una stirpe di mugnai da molte generazioni. Ancora ben saldo al vertice della sua impresa, affianca i componenti della sua famiglia , ora la quarta e quinta generazione, che continuano nella realizzazione di molini tradizionali, che , però, sono al passo con l’evoluzione tecnologica. ” Quello che continua a caratterizzarci, comunque – conclude Ernesto Partisani – è l’aver abbracciato una logica diversa nella produzione dei molini e dunque nell’attività molitoria. Oggi tanti sanno tutto dei computer, ma sulla macinazione c’è ancora qualche segreto”

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